SANDRO SPANU - Racconto
   
     
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Un tratto del racconto “ Fuggevole attrazione”

Mi alzai dalla mia poltrona; osservai per un momento il mondo fuori della finestra: era notte, era la notte di Natale; un gruppo di ragazzini giocava a calcio sul piazzale davanti al mio ufficio.
Abbracciai Rocco e gli feci tanti auguri, spensi la lampada sulla mia scrivania, chiusi la porta dell’ufficio e stancamente mi diressi a casa di Consuelo Notarnicola.

Quando aprì la porta mi sorrise e quel magico sorriso fu il più bel regalo di Natale, almeno per quell’anno. Poco trucco ed un tailleur color nero.

Si parlò del più e del meno che per me è il massimo dello stare bene assieme.

Sensazioni contrastanti invadevano il mio stato d’animo, Consuelo era carina, Consuelo era un sogno, Consuelo era però l’altra faccia della bellezza. Consuelo era malata, come forse lo siamo tutti noi. E’ come se fosse stata l’unica a portare addosso i segni di una malattia che stava orrodendo tutto; lei era la spia di una malattia, lei era il sogno vivente di una bellezza impossibile, ma vivente.

I miei pensieri divennero via, via, sempre più evanescenti a causa dello Champagne e delle risatine, mi ripresi, ma solo un po’ quando finimmo a ridere nel suo letto.

”Cosa ho detto?” domandai sincero.

“Niente e tutto, dolce Aspun”sussurrò.

Eravamo due corpi seminudi nel buio, vicini ma allo stesso tempo soli, in un letto sconfinato; dopo alcuni minuti che parvero secoli, rotolai su me stesso appoggiandomi sul gomito e scoprendo un “abbondante” parte di corpo in più.

Rimasi qualche istante ad osservare Consuelo, mi sembrava indifferente, poi le sue labbra vellutate pronunciarono poche parole vellutate, dolci ed attraenti come la nutella. “Vieni qua….amore”e le
fui sopra. I suoi occhi sbarrati, lei Consuelo: una maschera distorta con occhi bianchi come ossa, senza pupilla, ghignava sotto di lei.

La baciai appassionatamente, baci feroci, mi toccava come per saggiare il suo rispettivo limite e sembrava non aver bisogno di respirare. Le lenzuola s’incresparono sotto il letto nell’oceano del piacere di Aspun e i nostri corpi si avvinghiarono dando vita ad un fiabesco mostro sessuale a due teste. Non avrei mai dimenticato quel mostro, l’avrei per sempre ricordato come il mostro di Aspun.

La notte di Natale ci coccolava tra le sue lunghe braccia, proteggendone l’intimità, regalandoci attimi di felicità cosmica.
Consuelo urlò come una forsennata per ben due volte, quel ghigno mascherato e famelico andava e veniva nel suo angelico viso.

I nostri corpi ricoperti da minuscole goccioline di sudore, il ritmo lieve dei nostri respiri, nient’altro. La mia mano si mosse furtivamente sotto le lenzuola andando a sfiorare la pelle della mia compagna, lei sorrise, mosse gli occhi, ora erano verdi come il mare…un urlo le si strozzò in gola, mentre si gettava verso di me stringendomi tra le sue braccia e nascondendo la faccia sotto il mio collo. Si voltò piano e lentamente mi baciò.

Il volume "Fuggevole attrazione" contiene i seguenti racconti:
> Loredana la regina Margot;
> Introduzione ad una fuggevole attrazione;
> Fuggevole attrazione;
> Tutte pazze per Aspun;
> Nutella e delitti.