
Intervista ad Alessandro Spanu
a cura di Silvia Perrini e Roberta Sassi
L’incontro si svolge presso il locale Vanni, ubicato nel quartiere Prati, dirimpetto alla sede storica della RAI TV. Sandro Spanu si accomoda sulla sedia, getta un'occhiata al bicchiere di prosecco, lo gira nella mano per miscelarlo ed annusa da vero intenditore. Sorseggia poi sorride ad entrambe.
Leggo che il tuo primo romanzo “Ostinato destino” sta andando forte, te l’aspettavi ? Ad essere sincero proprio no, però sotto sotto ci speravo davvero tanto. E' un romanzo atipico, è un romanzo di racconti, non ce ne sono molti in giro.
Credi a quello che scrivi?Direi proprio di si, ma il vero motivo emotivo è che scrivere è una sorta di presa di coscienza o di ribellione, ma neanche di ribellione, forse di affermazione. Credo però che uno scrittore scriva soprattutto per se stesso, per essere anche un interlocutore speculare. Inoltre la scrittura, è il miglior mezzo di comunicazione ancora insuperato, il mezzo è duttile, si adatta sia alla riflessione quanto all’impeto; insomma quanto di meglio per trasferire informazioni, creare interesse e stupore.
Ti identifichi nel personaggio di Alessandro Aspun ?
Io sono Alessandro Aspun, lui ha i miei ricordi, il mio passato, però è contemporaneamente un personaggio autobiografico e un alter ego, ma non necessariamente il presente di Aspun, è il mio presente. Lui fa l’investigatore privato, io faccio lo scrittore. In ogni caso, Sandro Spanu ed Aspun essendo uguali, sono inevitabilmente costretti in qualche misura a scontrarsi.
Nel tuo “Ostinato destino” i valori ufficiali, come possono essere la religione, la fede politica, le grandi opere letterarie e i detti popolari convivono, si confrontano e si mescolano senza più barriere. La volontà è quella di scardinare i limiti fra ufficiale e non ufficiale, alto e basso, conveniente e sconveniente?
Mamma mia, meno male che dovevamo scambiare quattro chiacchiere. Guardate che è quasi una necessità, una necessità nata dall'evidenza: io, ad esempio, sono cattolico e sono interessato alla fede religiosa e quindi ne sono assolutamente affascinato. Bisogna anche tener conto che c'è l'umano, il troppo umano di Nietzsche, che si scontra poi con quello che Bertrand Russell chiamava «misticismo e logica». Sorridete ?,Va bene ma ve la siete cercata……
Ostinato destino contiene una serie di racconti: dal punto di vista dello scrittore, qual è secondo te la differenza tra questo genere e quello del romanzo?
La tenuta del racconto rispetto a quella del romanzo implica una tensione maggiore, perché non ha il tempo fisico di essere stemperata, è una volontà-necessità, però una necessità di sintesi.
Ho saputo che i personaggi dei tuoi romanzi sono persone reali?
Si è vero. Gli amici di Aspun esistono tutti: Luca Leporelli, Lucia Elefante, Antonello Di Marzio…l’ultimo è Gianfranco Ammirata un tipo straordinario che apparirà nel prossimo libro.
Esiste anche Rocco, esistono anche gli assassini ?
Rocco esiste e non esiste, nel senso che forse non esiste fisicamente, ma Rocco rappresenta l’altra parte della nostra società. La società dei deboli, dei diversi, dei disabili e dei perseguitati. Rocco è più forte di Aspun, come i disabili sono persone anche migliori di noi. Anche gli assassini purtroppo esistono! In questi casi c'è un'enorme dicotomia tra la trama di un mio racconto e la realtà, nel senso che se io scrivessi delle storie assolutamente reali o realistiche sarebbero incredibili: la finzione romanzesca, invece, aiuta a rendere più credibili delle storie improbabili.
L'emarginazione, la diversità, l'inadeguatezza sono caratteri che soprattutto nell'ultimo secolo sono entrati profondamente nella letteratura. Anche il tuo personaggio si scontra spesso con la società e le sue regole ed esprime un desiderio di scontro, di critica e di smascheramento di essa. Sandro Spanu si sente "fuori", o vuole apparire tale per differenziarsi, per desiderio di opporsi e di distinguersi?
Io sono un osservatore, sono uno spettatore, ma non consenziente, sono uno che si rende conto, in quanto Alessandro Aspun, che ci sono delle regole imposte che poi non è che siano così serie o così inattaccabili, al contrario: sono uno che appartiene a questo enorme gioco dell'oca che è la vita e la letteratura ma si rende conto che sta partecipando al gioco dell'oca. …
Intanto ci ha raggiunti il collega ed amico Claudio Di Cesare di Radio Dimensione Stereo. Aspun sorride ed aggiunge. “Mi trovavo in una situazione sfavorevole, due contro uno, non è leale”
Riprendiamo. Quali sono state le tue letture?
Innumerevoli ed ho letto di tutto: il mio modello è Andrea G. Pinketts (ride). A parte i mostri sacri citerei Scerbanenco, che è uno di quegli autori che fra qualche anno verrà studiato a scuola ed è giusto che ciò avvenga. Scerbanenco ha raccontato l'altra metà degli anni sessanta: ha osservato il boom economico dal punto di vista nero. Era un autore straordinario ha sostituito l’atroce con il sublime. In quanto scrittore popolare è stato più volte tacciato di superficialità, mentre andava molto più a fondo di tanti altri. Pensate ai "Racconti romani" di Moravia e alle "Storie milanesi" di Scerbanenco. Che differenza! Moravia si è limitato a copiare gli esistenzialisti francesi. Scerbanenco ha anche anticipato le tematiche pasoliniane.
Cosa conta veramente nella vita, secondo te?
Uno dei valori che conta maggiormente è l’amicizia. Ed uno degli interessi che coltivo è la
curiosità delle cose del mondo. Le donne ne fanno parte… ed io mi sono anche sposato due volte per capire questo mistero. Scherzo ! Non per le due volte ma per il mistero; nel senso che, pur
frequentandole da ormai 43 anni, a partire da mia madre fino alle ultime donne che ho
conosciuto, non sono mai riuscito a capirle…e questo è un grandissimo incentivo ad avere
una curiosità, che è la cosa che maggiormente mi aiuta a sentirmi vivo. Pensa adesso ho anche riscoperto la grande amicizia tra donna ed uomo, quella cameratesca, quella della fratellanza, quella vera senza secondi fini; credevo non esistesse più… forse è l’età non lo so, ma vedi io ho appurato che esiste. Ti faccio un esempio. Conosco questa amica da quasi dieci anni, ma solo adesso siamo diventati amici come due fratelli; non come sorella e fratello che è diverso, proprio come due fratelli. Che dici ? No, è una bella donna ma è come se fosse un fratello. Si chiama Lucia e fa parte anche lei della banda Aspun; e ride! Guarda che è vero, la chiamiamo ? No, non è il famoso detto di Grazia e Graziella… e non è neanche patafisica, è realtà; vedi il fatto è che sto diventando il fratello anche di tante altre donne, forse è la mia nemesi oppure un forte desiderio di fratellanza unito ad un vistoso calo del desiderio. Purtroppo oggi l’amore platonico, non va più di moda. Vedete, io ho sofferto molto a causa di un brutto male, però ho anche scoperto che nel momento in cui smetti di cercar qualcosa, sei morto. Magari non biologicamente, ma non hai più aspettative…non c’è più bisogno di quella continua ricerca, di quella continua curiosità,e allora è finita…Perciò citavo l’amicizia, che secondo me è un sentimento anche più forte dell’amore. Io ho amicizie durature, che mi porto dietro anche dalle elementari,( Antonello Di Marzio) altre invece le ho trovate nel lavoro (Luca Leporelli ). Però credo che la cosa più importante sia questa ricerca, questa caccia - non necessariamente al femminile – che crea la curiosità…Lucia Elefante ne costituisce l’esempio lampante.
Mi togli una curiosità? Il tuo Ostinato destinosi chiude con un racconto che sembra evocare e forse presagire un nuovo incontro con la tua ex moglie , ma questo incontro si è materializzato ? Qualche anticipazione?
La cosa più curiosa è che si tratta di un instant book, ma ci ho impiegato quasi un anno per scriverlo…E’ la logica delle cose della vita che va così… ma vedi quello era ed è rimasto solo un sogno. D’altro canto se provi a far rivivere il passato come minimo sbagli a coniugare i verbi. Sto bene con Antonietta la mia moglie attuale.
Perché sottolinei attuale?
Lo vedi senza volerlo hai risposto al mio precedente pensiero. Capire voi donne è impensabile, d’altro canto ci ha rinunciato pure Freud.
I buoni, da una parte i cattivi dall'altra. Tu da che parte stai?
Nel mezzo. Io sono un cattivo molto buono.
Le statistiche dicono che in Italia si legge poco. Cosa pensa in proposito uno scrittore?
Mi capita a volte di vedere gente sul metrò che legge, anche con una certa avidità. Insomma ci sono dei segnali positivi, che non vengono però seguiti dalle istituzioni scolastiche. Il vero disamore verso la lettura nasce dalla scuola, che impone delle letture che, inserite oggi nel contesto in cui un giovane vive, risultano inadatte e quindi poco attraenti e forse lo sarebbero anche per un editore di oggi. Pensiamo a quale effetto possono sortire le letture di Giosuè Carducci proposti ad un ragazzo di oggi.
Spanu giallista, poi fantasy o scrittore di Noir?
Guarda che di giallisti non ce ne sono più . Giallista è un termine inventato nel 1929 da Alberto Tedeschi quando ha fondato il Giallo Mondatori. Forse l’ultimo vero giallista è stato George Simenon. Io sono uno scrittore fantasy e noir. Fantasy perché ho tanta fantasia e noir perché mi sento molto legato agli scrittori della mia generazione, Pinketts, Dazieri Lucarelli, Aldo Nove e tanti altri che scrivono questo genere di narrativa. Io penso che ci debba essere una assoluta attenzione al presente...e in questo senso il noir,
che è il genere che in qualche misura rappresento, forse mi è di aiuto perché credo che sia l’ultimo grande romanzo sociale.
Perché uno come te ha atteso tanto tempo prima di pubblicare Ostinato destino? Forse perché non fai parte della gran fretta degli aspiranti scrittori di vedere il proprio nome stampato sulla copertina di un libro...
Un vero scrittore deve saper aspettare. Il mio primo romanzo è uscito quasi dieci anni dopo che avevo scritto, “Oristano” il mio primo racconto.
Novantanove italiani su cento pensano che un libro vada necessariamente presentato al "Maurizio Costanzo Show"? Cosa ne pensi?
Pensa che io ci sono pure stato, però non avevo ancora scritto il libro, ero li come testimonial, vedi quella è una trasmissione con un pubblico davvero specifico. Là ci sono libri che funzionano perfettamente, come quelli di Willy Pasini e Rosemary Altea, altri farebbero bene secondo me a non andare. Costanzo è un genio della comunicazione, ma inevitabilmente anche un grande banalizzatore, come quasi tutte le persone che lavorano in televisione.
Sogni nel cassetto? Dove vuole arrivare Spanu? Entrare nella storia della letteratura italiana, oppure non ti poni obiettivi e vivi alla giornata? Insomma quali sono i tuoi progetti futuri?
Carpe diem, breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo e fugge il tempo geloso: cogli l'attimo, non pensare a domani diceva Orazio ! Ora sto preparando il mio secondo libro “Fuggevole Attrazione” il titolo, è bello che scelto, speriamo che si riesca a portarlo nelle librerie per inizio Maggio. Non chiedermi dell’editore perché ancora non lo so neanche io.
Prende la parola Claudio Di Cesare.
Un parere su Alessandro Spanu dalle colleghe.
Silvia- : Da una parte è un po' Dustin Hoffman, dall’altra una sorta di fratello minore di Roberto Benigni.
Roberta-: Alessandro racchiude in qualche senso un uomo fantastico, quasi da sogno, un introvabile. Uomo simpatico, di bell’aspetto e di vera cultura. Ma i sogni a volte rimangono sogni e poi svaniscono, tanto è vero che è sposato…
Un ultima domanda: alla luce dei più recenti sviluppi dell'editoria elettronica, come vedi il futuro del libro tradizionale? Come cambierà il rapporto dei lettori con i libri?
Devo ancora essere tutto rosso per i complimenti di Roberta. Se avessi un fratello te lo presenterei; vedi il libro ha una sua fisicità, a volte perfino grottesca, che gli permette di coesistere con il lettore. Credo che i libri non moriranno mai nonostante il tentativo farsesco degli e-book. La conclusione è questa: un libro è un oggetto che ti puoi portare a letto. A volte anche il suo autore. Ma questa non è mia è del grande Andrea Pinketts.
In bocca al lupo caro il nostro Alessandro Aspun.
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